Me lo ricordo. Lo ricordo perfettamente il momento quando entrai nella sala, a film iniziato, e una commessa cercava di vendere l’almanacco del 1958 a un Martin McFly scapestrato che poi sarebbe tornato nel suo passato, per giocarsi i risultati di football del presente. “Ritorno al Futuro parte II” è stato il mio terzo film in sala, dopo “Rambo III” e “Batman” di Burton. Da piccolo, amavo contare le volte in cui andavo al cinema, un modo per fissare il piacere, forse. Un po’ come Nanni Moretti in “Caos Calmo” , da bambino avevo la mania di elenchi e classifiche. La più celebre: quelle delle migliori pizzerie a Napoli e provincia.
Non scrivo comunque un posta da sindrome di Peter Pan. Ho letto oggi che la Nike produrrà le scarpe di Martin in Ritorno al Futuro parte II: “Marty McFly Hyperdunk”. Sinceramente: sono bellissime. Forse non è il miglior modello della Nike, ma il fascino è indescrivibile. Sì lo so ,è un po' di fanatismo che parla.
A convincere il colosso USA dello sport wear è stata una petizione di Alain Cabino. Probabilmente, la mobilitazione è stata tale da prospettare buoni ricavi. Insomma, perché non farlo all'epoca? Il Merchandising cinematografico è stato sperimentato con “Lo Squalo” di Spielberg che lanciò, se non sbaglio, una linea di giocattoli. Da quel film il marketing si è sviluppato, da status symbol si passa a Style Symbol: l’iPod e la generazione dell’auricolare bianco. Così, Nike, con ritorno al futuro fa un salto nel passato. Però, le scarpe non avranno l’allaccio automatico. In ogni caso, il film di Zemeckis è una miniera di idee che si possono rinverdire, cavalcando l’onda riaperta da Cabino. Magari qualcuno produrrà la DeLorean, come vera macchina del tempo. Più realisticamente potranno entrare in campo i marchi che in quel film erano pionieri del product placement: Mattel, Pepsi e altro. 
Tralasciando l’infanzia, dove più o meno tutti abbiamo giocato c on merchandising di cinema, crescendo sono stato sempre attirato dai prodotti scaturiti da pellicole. Locandina, un classico. Ma la soddisfazione più grande sono stati gli occhialetti di Neo e il cellulare Nokia di Matrix. Si apriva con lo scatto, era bellissimo, si ruppe presto e lo conservo con tanta nostalgia. Se si potesse riparare, lo userei ancora. In barba a fotocamere e gprs.